Yulia Stoian: Lo Yoga è la mia rinascita
Durante il mio viaggio in India, camminando per le strade affollate e caotiche nel cuore di Varanasi, mi sono imbattuto in cartelli che invitavano a prendere parte a lezioni di Yoga. Da quel momento ho notato che la diffusione della sua pratica si è ampiamente radicata nella nostra società occidentale.
Nel nostro secondo appuntamento della rubrica Storie di vita, mi ha incuriosito la storia di Yulia Stoian, giovane e determinata ragazza che racconta se stessa, e della sua rinascita, attraverso lo Yoga.
Ciao Yulia, grazie mille per dedicarci un po' del tuo tempo. Te ne siamo veramente grati. Puoi raccontare meglio alla community chi è Yulia?
Ogni giorno è una continua scoperta. Nella mia mente rimbalzano sempre pensieri nuovi. Sono una persona che si è reinventata. E in questo reinventarmi ho attraversato periodi di silenzi che mi hanno portata a lavorare su me stessa. Sono un’insegnante di Yoga, fondatrice della scuola Yulia’s Yoga Studio. Amo cucinare e fare giardinaggio.
Sommario
La tua storia di rinascita vibra moltissimo con il mio modo di essere, come sei diventata la Yulia di oggi?
Sono nata e cresciuta in Russia ma oggi sono anche cittadina italiana. A Mosca facevo un lavoro molto lontano dallo yoga: lavoravo in ufficio brevetti. Era una vita strutturata, sapevo chi ero e quale era il mio posto.
Poi mi sono trasferita in Sicilia per amore. Ho conosciuto mio marito e il mio mondo è cambiato completamente. All’inizio è stato difficile ambientarmi: tutto era diverso, il ritmo, le persone, il modo di vivere. Mi sentivo diversa. Succede spesso, quando cambi paese e lingua, cambi anche tu. Col tempo ho capito che ogni luogo ha i suoi lati positivi e negativi e che ciò che conta davvero è la pace che si ha dentro di sé.
Sono stata molto fortunata a crescere nella mia famiglia. Riempita d’amore da due figure fondamentali: mia madre e mio nonno. Loro sono stati il mio Yin e Yang. Mia madre era una donna estremamente libera. Mio nonno, invece, era un uomo più strutturato. Entrambi mi hanno profondamente influenzata. Mia madre, un’insegnante, decise di trasferirsi nella Repubblica Moldava della Transnistria, portando me e mio fratello, perché lì la vita era più libera rispetto agli standard russi.
Ricordo una telefonata in particolare, che dà la dimensione di chi sia mia madre: era su un treno diretto in Siberia. Aveva trovato un centro di yoga in mezzo al bosco. Doveva restarci pochi giorni, invece rimase due mesi. Trovò persino lavoro come cuoca, pur essendo un’insegnante.
Sono cresciuta con questo forte senso di libertà che da bambina spesso rifiutavo. Oggi, invece, riconosco che tanto di mia madre vive in me.
A nove anni la osservavo svegliarsi alle cinque del mattino per praticare Qi Gong, un’antica disciplina cinese che lavora sull’energia. In qualche modo mi ha avvicinata a questo mondo, anche se allora non avrei mai immaginato di diventare un’insegnante di yoga.
Puoi aiutarci a capire meglio, in parole semplici, cos’è lo Yoga e cosa significa praticarlo?
Lo Yoga è lavorare con la concentrazione. Non è solo assumere determinate posizioni o avere uno stile di vita particolare: si può anche bere un calice di vino, così come stiamo facendo adesso noi due😊, ed essere comunque presenti. Ecco lo Yoga è presenza.
In India lo yoga è nato intrecciato alla religione, perché lì ogni aspetto della vita è spirituale. Ma al di là della cultura, lo yoga è uno strumento.
Durante la vita costruiamo una sorta di gabbia fatta di esperienze, giudizi, regole mentali, concetti positivi e negativi. Crescendo, questa gabbia diventa sempre più stretta.
Attraverso pratiche come il respiro, la meditazione, l’uso consapevole del proprio corpo, lo yoga ci permette di fare un passo indietro, staccarci dal nostro punto di vista e osservare la realtà con più libertà, per quello che è.
Quali sono i benefici che possiamo ottenere dallo yoga?
Dipende da cosa cerchiamo. Sicuramente lo yoga ci porta a una maggiore consapevolezza del corpo e a un miglioramento della salute psico-fisica.
Dopo i trent’anni, ad esempio, il nostro corpo inizia a mandarci segnali: la colonna vertebrale, i muscoli che non si allungano più come una volta, spesso anche a causa delle cattive abitudini. Molte altre persone hanno problemi legati al pavimento pelvico, alla respirazione o al sistema cardiovascolare, spesso aggravati dallo stress. Attraverso lo yoga e i suoi esercizi dinamici si ottengono benefici fisici che si riflettono anche sul benessere mentale e spirituale.
Yulia’s Yoga Studio rappresenta la necessità di avere un luogo in cui praticare yoga con la giusta concentrazione. Le palestre, spesso, rendono difficile questo aspetto. Per me lo yoga inizia prima ancora della lezione: è importante entrare in uno spazio in cui ci si possa sentire lontani dai pensieri e dalle preoccupazioni quotidiane.
Nel mio studio abbraccio il Vinyasa Yoga, uno yoga dinamico in cui ogni movimento è fluido e strettamente legato al respiro.
Lo studio nasce quindi dall’esigenza di avere uno spazio mio, in cui tutto viva secondo le mie regole e la mia visione. Lo yoga è un mondo molto ampio, fatto di diversi approcci e pratiche. Yulia’s Yoga Studio rappresenta il mio modo di vivere e trasmettere lo yoga.
Se dovessi dare un consiglio a qualcuno che volesse approcciarsi a questo mondo, quale dovrebbe essere secondo te il primo passo?
Consiglio di approcciarsi allo Yoga senza alcun condizionamento, lasciandosi coinvolgere senza l’influenza di informazioni lette o recepite dagli altri. Lo Yoga non è una scienza: è un’esperienza.
All’inizio è utile incontrare più insegnanti ed esplorare stili differenti, perché ognuno di noi è unico e la pratica cambia molto in base a chi la guida. L’aspetto fondamentale è ascoltarsi e capire se quell’approccio e quella pratica rispondono davvero ai nostri bisogni.
Dalle tue parole è evidente che il contatto con il proprio corpo e con sé stessi è importante. Posso chiederti quanto conta per Yulia RALLENTARE dalla vita frenetica?
Molto. Ho impostato circa dieci sveglie sul mio telefono. Ogni volta che ne suona una, mi fermo e osservo ciò che mi circonda. Ammiro il bello che c’è intorno a me e, spesso, lo fotografo. È un esercizio che serve a imparare a riconoscere e apprezzare la bellezza. Sono sempre di corsa e questo mi costringe a fermarmi, anche solo per un attimo. 😊
Le prime volte che ho iniziato a praticarlo stavo tagliando una carota, nella mia cucina. Al suono della sveglia mi sono ritrovata ad ammirarne il colore: un arancione acceso, intenso, stupendo. La stanza era avvolta dai raggi del sole che entravano dalla finestra. È stato un momento molto bello.
È un po’ come tornare bambini. Crescendo, purtroppo, perdiamo questa capacità e con essa la bellezza del vivere nel presente. Questo esercizio allena proprio questo.
Uno dei tuoi punti di forza è lo Yoga. Puoi spiegarci meglio come si svolge una tua giornata tipo?
Mi sveglio alle cinque del mattino per dedicare almeno due ore alla colazione. Quel momento, per me, è sacro. Mangiare diventa una vera e propria meditazione, vissuta con lentezza e presenza.
Dopo svolgo la pratica personale dello Yoga, leggo e, se è una giornata lavorativa, vado in studio. Altrimenti mi concedo del tempo per cucinare. Mi dedico anche al giardinaggio e, nelle belle giornate, prendo lo scooter e vado al mare.
Per me è fondamentale trascorrere del tempo con me stessa. Amo stare con le persone e condividere, ma sento anche il bisogno di ritirarmi, di tornare a me.
Cerco ogni giorno momenti di solitudine, perché è importante imparare a stare bene da soli, senza che gli altri diventino un modo per colmare vuoti.
Praticare lo Yoga e rimanere in contatto con sé stessi sono solo alcuni dei temi che abbiamo affrontato. Quali consigli di lettura, se ne hai qualcuno, ti sentiresti di dare a chi è interessato a questi argomenti?
Tutti i libri indiani che raccontano lo Yoga sono estremamente affascinanti, ma allo stesso tempo spesso ostici. La loro profonda e simbiotica connessione con la religione rende talvolta necessario applicare un filtro, per riuscire ad arrivare all’essenza del messaggio.
Io, invece, sono un’appassionata di scienze. Amo Robert Sapolsky. Il suo libro Determinati è un trattato lucido e rigoroso che cerca di spiegare perché siamo ciò che siamo. Un altro suo libro che ho letto, Perché alle zebre non viene l’ulcera, affronta invece il tema dello stress, raccontandone l’evoluzione e il suo impatto sull’essere umano.
Se mettessimo da parte lo Yoga e Yulia’s Yoga Studio, quali sono le tue altre grandi passioni?
Cucinare, come ho già detto, mi piace molto. È una forma di meditazione, mi fa stare bene. Mi piace anche aiutare le persone nei loro momenti di felicità, ad esempio supportare le spose durante il loro grande giorno.
Infine, nel corso dei miei lunghi viaggi ho capito che c’è un altro modo di vedere le cose: Yulia, cos’è per te la libertà?
Essere liberi significa scegliere consapevolmente la propria gabbia. Credo che non sia possibile vivere senza regole: la libertà non coincide con l’anarchia. Libertà è scegliere di essere, accettando comunque un sistema di regole.
Come dicevo all’inizio dell’intervista, mia madre ha cresciuto me e mio fratello in un clima di estrema libertà. È stato proprio attraverso questa esperienza che ho compreso come il vivere secondo delle regole sia anche una questione di ordine.
Io stessa sono cambiata dopo essermi trasferita in Sicilia: il mio modo di essere si è adattato a regole, ritmi e modi di vivere diversi, e in questo adattamento ho conosciuto una nuova Yulia.
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