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Francesco Centarrì
Esploro, scrivo e attraverso confini.
Francesco Centarrì
Esploro, scrivo e attraverso confini.
Ho creato Orizzonti Oltre lo Zaino per ridefinire il modo in cui guardiamo là fuori. Dietro questa community ci sono la mia storia, la mia urgenza di scrivere e una filosofia di vita che supera ogni confine tradizionale.
La mia storia in breve
A 12 anni ero il classico ragazzino timido.
Quello che faceva di tutto per passare inosservato a scuola, ma che poi, non appena tornava a casa, si chiudeva in camera a chiave. E lì dentro succedeva la magia.
Passavo le ore a cantare con una penna in mano a fungere da microfono, con la musica al massimo per coprire i miei pensieri.
Avevo sempre un libro tra le mani e un foglio di carta sulla scrivania da riempire di parole.
Era il mio rifugio. Il mio modo di dar voce a un mondo interiore che fuori, nella realtà, non riuscivo a raccontare.
Poi, a un certo punto, ho capito che quella chiusura non era un limite invalicabile. Era semplicemente qualcosa che dovevo imparare a gestire.
Nel 1997 ho deciso di dare il primo vero schiaffo alla mia timidezza. Sono uscito dalle mura della mia camera e mi sono iscritto a lezione di danza. Poco dopo, con la stessa identica impulsività, ho aggiunto le lezioni di canto.
Ho cominciato a respirare. Ho persino insegnato danza. La musica saziava la mia inquietudine.
Poi, però, arriva il momento in cui pensi di dover "diventare grande". Chissà perché lo facciamo sempre.
Danzare fuori pista
Nel 2002 mi iscrivo a Lingue. Del resto l'inglese mi affascinava da sempre, fin da quando passavo i pomeriggi a scambiare lettere con Samantha, la mia amica di penna Uk. Scrivere a lei in inglese era un altro modo per impugnare la penna e tirare fuori quello che avevo dentro. Avevo solo cambiato lingua per farlo.
Ben presto, però, capisco una cosa fondamentale, amavo la possibilità di conoscere persone e culture diverse, ma non l'idea di lavorarci in modo accademico.
Cambio rotta. Mi iscrivo a Lettere e Filosofia. Divoravo libri, scrivevo continuamente. Il mio professore di lettere diceva che avevo un talento per la scrittura che andava alimentato.
Ho iniziato a scrivere per il giornale dell'università e poi per testate multimediali. Parlavo di musica, di concerti, di libri, senza mai smettere di ballare. Tutto scorreva sui binari giusti. O almeno così credevo.
L'arte di ricalcolare la rotta
A volte basta una connessione improvvisa a cambiare la traiettoria di una vita intera. È così che ho incontrato Daniele, che dal 2007 cammina al mio fianco. Ci siamo trovati a Catania, in un giorno che sembrava come tutti gli altri e che invece avrebbe cambiato tutto.
Mi sente cantare, quasi per gioco. Mi guarda e mi dice che sono un pazzo ad aver abbandonato il canto. Quelle parole riaccendono un fuoco che avevo spento per fare "la persona adulta".
Riprendo a studiare. Canto lirico, un grande coro, poi il jazz. Ma il mio obiettivo diventa il Conservatorio. L'accesso è un imbuto: pochissimi posti, prove durissime.
Affronto mia madre: "Voglio che sia questa la mia strada".
A pochissimi esami dalla laurea in Lettere, decido di mollare tutto. Suonava come una pazzia totale anche a me. Stavo lasciando l'università senza nemmeno sapere se fossi stato ammesso al Conservatorio.
Nell'attesa mi rimbocco le maniche. Faccio il cameriere e poi, grazie al mio inglese, passo alla reception dello stesso albergo.
Ma arriva la graduatoria. 4 ammessi su 50. Ce l'avevo fatta. Entro in Conservatorio e mi laureo con il massimo dei voti e dignità di stampa.
Danzare nel flusso: quando l'acqua trova la sua rotta
Da quel momento, le cose sono scivolate come acqua sulle rocce di una cascata. Quella scommessa folle ha pagato ogni singolo centesimo.
Sono arrivate le prime tournée internazionali in Azerbaijan, in Brasile. Il lavoro come corista per la tournée di Jenny B e negli album di Alessandro Mannarino. Fino alla firma sul brano per la fiction di Rai 2 "Non dirlo al mio capo".
Oggi la musica è il centro assoluto della mia vita. Insegno, canto, vivo di musica e, insieme a Daniele, ho tirato su un coro oltre 60 elementi. Una famiglia di voci.
Il ritmo del mondo
Nel 2010 ho capito che il mondo era troppo grande per rimanere fermo nello stesso posto. La mia curiosità per altri tramonti e altri modi di vivere è diventata realtà.
Ho iniziato così a viaggiare. Da allora ho preso un aereo dopo l'altro. Cambogia, Vietnam, Thailandia, Laos, Sumatra, Java, India, Nepal, Sri Lanka, Cina, Bolivia, Cile, Argentina, Namibia, Botswana, Zimbabwe, Zambia, Marocco, Tunisia, Polo Nord, l’Europa.
Ho camminato a piedi per oltre 780 chilometri lungo tutto il Cammino di Santiago francese. Mi sono scoperto pellegrino. Avevo solo le mie gambe e poche cose nel mio zaino. Avevo tutto quello che mi serviva in realtà. Sono venuti altri cammini poi: la Wicklow Way in Irlanda, la Magna via Francigena nella mia Sicilia, il Cammino di Santiago portoghese e i suoi 900 km. Con la musica nelle orecchie e le mie gambe ho viaggiato.
In ognuno di questi luoghi mi sono riflesso e nel sud-est asiatico mi sono ritrovato.
La penna ritrovata: condividere la rotta
Nel 2021, insieme a Daniele, ho deciso di dare finalmente un nome e un volto a questa mia sana incapacità di rimanere immobile.
Nasce così Orizzonti Oltre lo Zaino, prima come pagina Facebook e poi anche su Instagram. Un progetto senza pretese nato per unire tutto quello che sono stato a tutto quello che sono oggi. Non volevo che fosse un semplice diario di viaggi, ma le impronte digitali della mia vita impresse attraverso gli occhi del mondo.
Poi, nel 2025, ho sentito che era arrivato il momento di fare spazio a un'altra evoluzione. La scrittura è ritornata prepotentemente a bussare alla mia porta, reclamando il suo spazio.
In realtà, ci avevo già provato anni addietro ad aprire un blog, un tentativo nato forse troppo presto e che poi avevo deciso di chiudere, lasciandolo da parte. Ma i fuochi veri non si spengono, aspettano solo il momento giusto. Questa volta ho avvertito il bisogno profondo di lasciare che le parole scorressero nuovamente libere dalle mie dita, senza più paura di espormi.
È nata così la nuova anima: orizzontioltrelozaino.com, uno spazio spalancato per far entrare il mondo. Un luogo sospeso dove chiunque, seduto con il proprio cellulare tra le mani o con il computer sulle gambe, possa allungare lo sguardo là fuori. Per connettersi con le persone che abitano questo pianeta e scoprire i milioni di modi diversi che esistono per guardare le cose.
Sono stato molte cose e sono ancora molte altre.
Tutto quello che ha attraversato il mio cammino – il silenzio della timidezza, il movimento della danza, la nostalgia delle lettere scritte a mano, le scelte d'impulso e i binari scambiati all'ultimo secondo – ha tracciato il mio disegno.
Sono tutto quello che ho camminato e sono ancora l'anima curiosa che tiene un libro stretto nella borsa, come un talismano contro il tempo che corre.
A volte ci ripenso. Succede quando le luci del palco si accendono, quando entro in aula e incontro gli occhi dei miei studenti, quando un aereo si stacca da terra o quando inizio a scrivere un nuovo articolo per dare forma ai pensieri.
Oggi canto, viaggio e scrivo. E lo faccio così, con il cuore spalancato e a squarciagola, nel mondo.